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Estratto   –    C’era una volta…
Estratto dal libro Medicina Olistica Energetica:

“Se penso alla mia vita essa è stata un’esistenza intrisa di episodi, momenti gioiosi e dolorosi, illusioni e delusioni, colpi di scena, cambiamenti di ogni tipo.

Un episodio in particolare ha segnato uno spartiacque tra gli altri.

Poco più che trentenne, reduce da un insieme di esperienze impregnate di sofferenze e disarmonie, inconsapevolmente, una nuova e strana sensazione stava formandosi illogicamente dentro di me. La mia parte sensibile ed emozionale stava subendo una trasformazione: sconosciuta, incredibile, quasi magica o magnetica, che mi attraeva e incuriosiva ma che contemporaneamente mi creava un timore interiore.

Percepivo che mi trovavo al centro di una metamorfosi fisico-interiore che stava avvenendo dentro di me. Io, una persona alquanto pratica, dovevo ammettere di vivere una dimensione che poco tempo prima avrei definito incredibile.

Le mie sensazioni tattili erano diverse, percepivo rivelazioni, come se pervenissero da un mondo diverso, notizie riguardanti il mio interlocutore e le sue condizioni psicofisiche, che poi lui stesso confermava, ma che io non avevo mai chiesto. Eppure le notizie da me percepite calzavano perfettamente la realtà nel modo più verosimile.

Per un po’ di tempo custodii questo mio segreto pensando di vivere una fase mentalmente anomala della mia vita.

Nonostante ciò, a ogni occasione cercai di esplorare più in profondità quel nuovo contributo benefico che ormai avevo capito essere una nuova parte della mia vita.

Il mio esordio ebbe inizio tra le conoscenze a me più vicine, sia per praticità, sia per il dubbio che questo mio nuovo talento avesse una durata breve.

Tuttavia, più vestivo questa mia nuova personalità, che inizialmente sembrava una cosa piuttosto semplice, più si affacciavano all’orizzonte ostacoli, incomprensioni, dissidi, smarrimenti, dubbi personali e spirituali.

Capivo di aver acquisito una ricchezza sconosciuta ma mi sembrava di essere sola nel deserto.

«Perché proprio a me?». Questa era la prima delle tante domande che fluivano in me incuriosita. «Qual è il motivo? Io non ho mai chiesto questo dono, me lo trovo tra le mani senza un motivo logico!».

Cominciai a interessarmi se qualcuno avesse qualcosa di analogo, per consultarmi e capire. Niente. Il buio più assoluto. Era evidente e profondo il mio stato di disagio.

Anche la mia vita stava subendo un radicale cambiamento perché per accondiscendere a tutte le richieste di aiuto che ricevevo, non avevo nemmeno più il tempo per seguire il mio lavoro quotidiano.

Le persone che mi avevano conosciuta, afflitte dalle più svariate patologie psicosomatiche, e che venivano a sottoporsi alla mia assistenza, mi facevano le domande più strane: «Da quando vengo da te il mio problema sta migliorando notevolmente e inspiegabilmente. La scienza medica ammette che secondo le cure che mi aveva assegnato non dovrei trovarmi in queste ottime condizioni ormai vicinissime alla guarigione. Ma allora perché accade?». Oppure: «Perché dopo numerosi incontri che abbiamo avuto non sono ancora guarita?». Ancora: «Sei sicura che più avanti la mia malattia non mi ritornerà?». E poi: «Te la senti di operare sul mio caso specifico dichiarato dalla medicina “inguaribile”?».

Mi trovavo assalita dalle domande più inconsuete per le quali non avevo nell’immediato una risposta.

Nella mia mente balenò anche la probabilità di lasciar perdere e smettere di seguire questo percorso.”

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